Il supporto che la corsa può fornire ai fini del calo di peso è noto a tutti. Se chi si occupa di alimentazione può dibattere sulla percentuale migliore tra carboidrati, proteine e grassi o sulla scelta di un alimento piuttosto che di un altro, su un argomento c’è sempre perfetta sintonia: abbinare una sana alimentazione al movimento è il modo migliore per dimagrire.
L’esercizio aerobico ha molte varianti: il running, in particolare, costituisce un impegno non da poco dai punti di vista cardiovascolare e osteoarticolare. Questo vuol dire che nella scala del possibile impegno fisico che va dal sedentario al corridore ci sono parecchi step che non possono essere dimenticati, soprattutto quando si decide di mettersi o rimettersi in moto partendo da una situazione di sovrappeso.
Il rapporto peso-potenza
In alcuni casi già il cammino prolungato può costituire un sovraccarico non da poco per chi decide di sottoporsi a un programma di allenamento aerobico. Per questo è di fondamentale importanza una strategia che tenga conto della variabile peso intesa soprattutto come rapporto tra peso e potenza.
Per ammortizzare il carico del corpo a ogni passo ci vuole una forza adeguata. Più in generale, possiamo affermare che fino ai 40 anni un sovrappeso di circa 5 kg su un soggetto di altezza media non condizioni particolarmente l’avvicinarsi a un tipo di esercizio fisico come la corsa, a patto che si possa considerare accettabile la muscolatura da un punto di vista prestativo. Un sovrappeso di 10 kg può invece già indurre verso una cautela maggiore al momento di programmare le tabelle di percorrenza e i relativi recuperi.